Auto con Km scalati: Cosa c’è da sapere

Questo tema è molto più diffuso di quanto si possa immaginare, contribuendo a falsare le regole del mercato dell’auto usata e creando sfiducia negli acquirenti. Cerchiamo, però di fare chiarezza rispondendo a due domande essenziali: come fa un venditore ad alterare il chilometraggio di un’autovettura? E come e cosa può fare un acquirente per tutelarsi?

Chi sceglie di alterare il chilometraggio delle vetture, preferisce acquistare automobili molto “chilometrate” presso aste online, privati o aziende , pagandole a un certo costo, il quale fondamentalmente dipende da due fattori:

A) mese e anno di immatricolazione dell’auto

B) percorrenza chilometrica della vettura

Una volta perfezionato l’acquisto, procede a far abbassare dal loro elettrauto di fiducia il chilometraggio sulla strumentazione del 40-50% (a volte anche di più!) e in questo modo riesce a recuperare un grosso margine (illegittimo direi) attraverso la successiva rivendita.

 

Esempio di auto con chilometri scalati*

Facciamo un esempio con una vettura molto nota, una Audi Q3 del 2014 2.0 TDI S-Tronic 140 cavalli Quattro.

Una Q3 del 2014, acquistata nel 2017, dunque con 3 anni di vita, se avesse 200.000 km potrebbe essere pagata anche meno di 14.000 €; se avesse 100.000 km potrebbe costare anche 18.000 € se in ottime condizioni.

Il commerciante furbetto cosa fa?

Compra la Q3 con 200.000 km in asta, predilige l’acquisto da privati con tagliandi Audi solo fino a 100/110.000 km, in alternativa la compera presso Aziende di Noleggio a Lungo Termine o simili (in questo caso la vettura avrà i tagliandi Audi) e la paga 14.000 € a causa dell’elevato chilometraggio.

Con un tocco di magia porta quella vettura a 110.000 km sul tachimetro e la mette in vendita a 21.900 €.

I commercianti spudorati accettano tranquillamente il rischio di essere scoperti (tanto non hanno alcuna morale e alcuna reputazione da difendere!) e scalano i km anche su vetture tutte regolarmente tagliandate presso casa madre, non curanti del fatto che attraverso il telaio chi compra può subito risalire a tutta la cronologia.

I commercianti professionisti della truffa fatta bene, invece, cercheranno solo auto da privati con tagliandi ufficiali fino a un certo chilometraggio e poi scaleranno i km in più rispetto all’ultimo tagliando registrato l’anno prima.

 

Come difendersi dalla truffa dei km taroccati?

Una regola empirica è quella di fare una media dei km mensili fatti durante il periodo in cui sono presenti i timbri ufficiali.

Ecco un esempio di acquisto di una vettura usata da un salonista multimarca specializzato appunto nell’usato.

La vettura supponiamo sia stata immatricolata per la prima volta nel settembre 2013 e ha fatto 3 tagliandi in casa madre con rispettivi timbri, di cui il primo a giugno 2014 a 30.000 km, il secondo a gennaio 2015 a 58.000 km e il terzo a dicembre 2015 a 89.000 km. L’acquisto avviene nel maggio del 2017 e la vettura segna 93.000 km.

Si presenta bene, carrozzeria lucida, interni igienizzati, sedili, volante e pedaliera poco usurati e niente lascia pensare “male” (sulle auto di tre anni di vita e 150.000 km difficilmente e in pochi casi troverete un volante rovinato o una pedaliera consumata!).

Una persona attenta in questa situazione dovrebbe rilevare alcune forti incongruenze.

Perché?

Se supponiamo che l’auto fosse stata usata e/o posseduta da un singolo utilizzatore, questi avrebbe percorso da settembre 2013 a dicembre 2015, cioè in 26 mesi circa 89.000 km, ovvero circa 3.400 km al mese di media. Moltiplicando questo chilometraggio per 44 mesi (per arrivare fino a maggio 2017) si arriverebbe a circa 150.000 km.

Come è possibile che ne registri solo 93.000? La matematica ci fa dubitare e pensare che quasi certamente si possa trattare di chilometri taroccati.

 

Riscontro sulla manomissione del contachilometri

Un riscontro tecnico? L’unico modo possibile, anche se non si è legittimati a farlo, è disturbare il precedente proprietario cercando un contatto diretto con lui. Grazie alla targa dell’autovettura è possibile effettuare una visura storica presso ACI e l’agenzia pratiche auto per risalire al nominativo, indirizzo e codice fiscale del precedente proprietario.

Di lì la fatidica domanda: “a quale chilometraggio ha venduto la vettura al salonista”?

Se poi si vuole ricorrere alla tecnologia, per verificare il chilometraggio reale, è possibile far svolgere un check a pagamento presso casa madre sulla centralina madre o sulla centralina degli airbag: lì i dati ufficiali in numerose vetture restano indelebili nel tempo.

Ci sono tanti modi per verificare l’usato, resta il fatto che è sicuramente sempre utile affidarsi a un professionista serio e referenziato prima di procedere con i propri acquisti!

Come a sempre la differenza la farà sicuramente i feedback e recensioni che l’autosalone ha maturato nel tempo. Oggi è molto facile sapere se un autosalone è affidabile o meno.
Nel nostro caso vi lasciamo la nostra pagina dedicata alle recensioni. RECENSIONI AUTOSCOUT24.

Speriamo di esserti stato di aiuto e ti invitiamo a fare un giro nel nostro parco auto !